Iperammortamento 2026-2028: guida all'agevolazione

Una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali Industria 4.0, riconosciuta ai fini del calcolo delle quote di ammortamento, per gli investimenti dal 2026 al 2028.

Cos’è l’Iperammortamento 2026-2028

L’Iperammortamento è una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni agevolabili, riconosciuta ai soli fini fiscali per il calcolo delle quote di ammortamento. È importante capire subito la differenza rispetto ai precedenti Piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0: quelli funzionavano tramite credito d’imposta, compensabile in F24. L’Iperammortamento 2026-2028 funziona diversamente: riduce l’imponibile ai fini delle imposte sui redditi, tramite l’ammortamento (o i canoni di leasing), e non genera un credito da compensare. È la fonte di confusione più comune tra chi ha già avuto esperienza con gli incentivi 4.0 precedenti.

La misura è disciplinata dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026, art. 1 commi 427-436), dal Decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38 (convertito con Legge 22 maggio 2026, n. 88) e dal Decreto interministeriale 7 maggio 2026 che ne definisce le modalità attuative, oltre ai decreti direttoriali che ne regolano i termini operativi (la piattaforma GSE ha aperto per le comunicazioni preventive il 12 giugno 2026).

Ambito temporale

Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

Chi ne beneficia

Tutte le imprese residenti in Italia e le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere da forma giuridica, settore economico, dimensione e regime fiscale.

Quali beni sono agevolabili

La normativa individua due categorie:

  1. Beni materiali e immateriali nuovi per la trasformazione tecnologica e digitale, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura — disciplinati dagli Allegati IV e V alla Legge 199/2025, che sostituiscono e aggiornano i precedenti Allegati A e B alla Legge 232/2016 (il vecchio riferimento normativo, oggi superato). Il requisito di interconnessione è centrale ed è approfondito nella pagina interconnessione macchinari e MES.
  2. Impianti nuovi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, destinati all’autoconsumo anche a distanza, compresi i relativi sistemi di stoccaggio — con un vincolo dimensionale: la potenza non può eccedere il 105% del fabbisogno energetico medio annuo della struttura produttiva nell’esercizio precedente.

Le aliquote di maggiorazione

Le aliquote sono scaglionate per fascia di investimento:

Fascia di investimento Maggiorazione
Fino a 2,5 milioni di euro 180%
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro 100%
Oltre 10 e fino a 20 milioni di euro 50%

Queste aliquote sono quelle attualmente definite dalla normativa vigente: possono essere modificate da decreti o circolari successivi, quindi vanno sempre riverificate al momento dell’investimento.

Come si accede: la procedura in 3 comunicazioni

L’accesso al beneficio passa attraverso la piattaforma del GSE, sezione Area Clienti (accesso con SPID o CIE), con tre comunicazioni in sequenza:

  1. Comunicazione preventiva: dati dell’impresa e della struttura produttiva, tipologia e importo degli investimenti previsti, data prevista di interconnessione.
  2. Comunicazione di conferma dell’investimento: entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE sulla preventiva, attesta il pagamento di un acconto di almeno il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene (per i beni in leasing, la stipula del contratto e l’ordine al fornitore valgono come equivalente).
  3. Comunicazione di completamento: a investimento concluso e interconnessione avvenuta, in ogni caso entro il 15 novembre 2028 (prorogabile di 20 giorni se il GSE richiede integrazioni), corredata dalla perizia tecnica asseverata e dalla certificazione contabile.

Il GSE verifica ogni comunicazione entro 10 giorni e comunica l’esito o le integrazioni da fornire.

Adempimento annuale da non dimenticare: per tutta la durata della fruizione del beneficio, ogni impresa deve inviare al GSE una comunicazione periodica entro il 20 gennaio di ogni anno (investimenti effettuati, costi sostenuti, previsione di utilizzo del beneficio) e una comunicazione integrativa con il piano di ammortamento entro il successivo 30 giugno.

Il ruolo della perizia tecnica asseverata

La conformità degli investimenti va comprovata con una perizia tecnica asseverata (o un attestato di conformità rilasciato da un ente accreditato) e con la certificazione contabile, per ogni bene agevolato, senza soglie di valore — a differenza del vecchio credito d’imposta Transizione 4.0, dove sotto i 300.000 euro bastava un’autodichiarazione. Il funzionamento e i requisiti della perizia sono spiegati nella pagina dedicata alla perizia tecnica asseverata Industria 4.0.

Fonti

Zona operativa: sopralluoghi in loco in Lombardia e Nord Italia.

Domande frequenti

L'Iperammortamento 2026-2028 è un credito d'imposta?

No. A differenza dei precedenti Piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0, l'Iperammortamento 2026-2028 non è un credito d'imposta compensabile in F24, ma una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni riconosciuta ai soli fini fiscali per il calcolo delle quote di ammortamento: riduce l'imponibile delle imposte sui redditi, non genera un credito da compensare.

Quali investimenti sono agevolabili?

Gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, in due categorie di beni: beni materiali e immateriali nuovi per la trasformazione tecnologica e digitale, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura (Allegati IV e V alla Legge 199/2025); e impianti nuovi per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinati all'autoconsumo.

Quali sono le aliquote di maggiorazione?

In base alla fascia di investimento: 180% fino a 2,5 milioni di euro; 100% per la parte oltre 2,5 e fino a 10 milioni; 50% per la parte oltre 10 e fino a 20 milioni di euro. Le aliquote sono definite dalla normativa vigente e vanno sempre riverificate al momento dell'investimento, perché possono essere modificate da decreti o circolari successivi.

Chi può beneficiare dell'Iperammortamento 2026-2028?

Tutte le imprese residenti in Italia e le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente da forma giuridica, settore economico, dimensione e regime fiscale adottato.